Progetto velutina: droni e tracking digitale

 

L'Associazione è impegnata nella ricerca su metodi alternativi al tracciamento radio analogico, nel quale le vespe munite di trasmittente radio segnalano la posizione del nido a ricevitori radio che traducono il segnale in un 'beep' periodico, più forte man mano che ci si avvicina all'obiettivo. La ricerca tradizionale è dunque condotta seguendo un segnale uditivo. Tuttavia i nostri occhi sono molto più efficaci delle orecchie, per cio è interessante tradurre il segnale acustico in segnale ottico, passando attraverso una digitalizzazione che permette anche di filtrare, almeno in qualche misura, il rumore di fondo (v. l'articolo "Shazam e la vespa velutina").

Questo passaggio, ormai compiuto, è preliminare a due progetti dell'Associazione, condotti principalmente da Danilo Soldati.

Il drone da tracciamento e distruzione dei nidi

Il primo di questi, al quale si sta lavorando attivamente, consiste nell'allestimento di un drone munito di antenna direzionale che, dall'alto (evitando dunque le riflessioni e rifrazioni del segnale radio), individua la direzione del segnale proveniente dal calabrone e permette, tramite triangolazione, di restringere a poche decine di metri la localizzazione del nido, permettendo poi ai tracciatori di ritrovarlo molto più facilmente da terra.

Il drone raccoglie il segnale digitalizzato tramite l'antenna, e lo trasmette a terra via wi-fi tramite un computer a scheda singola del tipo Raspberry Pi. A terra il segnale digitale è letto da un operatore su PC, che passa le indicazioni al dronista.

Come detto, la digitalizzazione del segnale è un problema risolto. L'antenna Yagi a 4 elementi è autocostruita con poca spesa. Per la trasmissione, stiamo lavorando con un informatico esperto di comunicazione dati tra sistemi diversi. Il Raspberry Pi costa poco, occorrerà affrontare qualche spesa per il sistema di trasmissione wi-fi. Lavoriamo in collaborazione con un dronista e costruttore di droni, che ha l'equipaggiamento con la capacità di trasportare quanto necessario. Contiamo di condurre i primi test con trasmittenti di esercizio a giugno 2026, e di testare con le prime operaie di velutina capaci di trasportare il segnalatore da luglio in Toscana.

In un secondo tempo vorremmo adattare il drone (il medesimo apparecchio) anche alla distruzione dei nidi. Abbiamo la pompa per il biocida, dobbiamo ancora testare il gas propellente, e risolvere il problema del bilanciamento del drone quando sarà munito dell'asta per l'iniezione del biocida nel nido. Questa parte del progetto richiederà più tempo.

Tracciamento digitale da terra

Siamo capaci di tradurre il segnale analogico in segnale digitale e di gestirlo tramite programmi dedicati (e open source), ma è ovviamente difficile muoversi nei boschi con un laptop aperto. I software di ricezione sono disponibili anche per smartphone o tablets, ma richiedono enormi quantità di energia. La soluzione che stiamo prospettando è quella di una mini console dedicata specificamente a questo e munita di schermo. La difficoltà che stiamo incontrando è nella fornitura delle componenti elettroniche, ormai diventate rare (e quindi più costose) in seguito all'enorme fabbisogno generato dalla diffusione di modelli di intelligenza artificiale. La parte di programmazione è risolubile tramite i contatti che stiamo tessendo, mentre avremo bisogno di qualche centinaio di franchi per la costruzione del primo prototipo.

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