Vespa Orientalis in Ticino: molto probabilmente un falso allarme.
Una segnalazione della presenza di un individuo di Vespa orientalis in Ticino che sembrava convincente ha richiamato subito una notevole attenzione, anche da parte del CREA di Bologna. che mantiene il database delle segnalazioni dei calabroni invasivi in Italia. In effetti si tratterebbe di uno spostamento notevole a nord (anche se ovviamente accidentale; non avrebbe potuto che trattarsi di uno trasporto passivo per cause antropiche di qualche regina ibernata, visto che non ci sono focolai vicino a noi) dell'areale di questo calabrone, tipicamente meridionale.
Dopo ripetute visioni del video e delle foto pubblicate sul sito sono emersi alcuni dubbi e una ipotesi alternativa: secondo Valeria Caringi e Laura Bortolotti, rispettivamente tecnico e ricercatrice del CREA (a cui va un sentito ringraziamento per la correzione), è più probabileche si tratti di Delta unguiculatum, una vespa solitaria dalla colorazione molto simile alla orientalis (spesso fonte di confusione) ma con una evidente differenza morfologica riguardante il peziolo (il collegameto tra torace e addome), molto allungato nel caso del D. unguiculatum e più breve nel caso di V. orientalis.

Grande vespa vasaia, Delta unguiculatum. Wikimedia, creative commons
La confusione è nata dal fatto che il movimento veloce della vespa rende il video (pubblicato nell'articolo originale in cui si segnalava la presenza della vespa) difficile da scomporre in fermi immagine nei quali si veda bene il peziolo o si possano contare i segmenti colorati, mentre dalle foto frontali non si vede il peziolo. Anche l'unica testimone oculare non ha potuto notare questo dettaglio, molto ben visibile a vespa ferma ma non con la vespa in movimento.

Per confronto: Vespa orientalis (foto di C. Rae, wikimedia, creative commons 2.0)
Delta unguiculatum è già stato segnalato, seppure sporadicamete, nella regione del Luganese (v. database di infofauna), e dunque non è inverosmile che si tratti di lei; e anche il fatto che sia stata avvistata presto al mattino depone a favore di questa ipotesi. Qualora si ripresentasse, ora sapremo a cosa prestare attenzione. Certamente conviene tenere l'occhio la postazione per escludere definitivamente la presenza di V. orientalis.
Per quanto l'errore sia imbarazzante, questo rafforza la fiducia nelle capacità auto-correttive della scienza, così come ci tranquillizza l'attenzione incrociata con i colleghi italiani sulla ituazione di questi temibili invasori. Siamo naturalmente ben lieti di non doverci occupare anche di questo problema.
Daniele Besomi
L'articolo originale in cui si segnalava la presunta presenza della orientalis in Ticino è stato archiviato. Può tuttavia essere letto qui.