Sembrerebbe un falso allarme, potrebbe trattarsi di una vespa solitaria molto simile nella colorazione a V. orientalis. Revisione dell'articolo a breve. 

Intanto v. qui per qualche dettaglio su un'ipotesi alternativa

 

 

 

 

 

Cerchi un alieno e ne trovi un altro … e un altro ancora: l'arrivo di Vespa orientalis in Ticino

Daniele Besomi

 

Dopo la segnalazione della presenza di Megascolia maculata, il sistema di allerta degli apicoltori ha permesso di rinvenire un'altra vespa alloctona, questa volta di spiccato interesse per l'apicoltura. Si tratta di Vespa orientalis, un calabrone originario della zona del mediterraneo, ma che negli ultimi anni ha cominciato ad espandersi piuttosto rapidamete verso nord, stabilizzandosi fino in Toscana (dove si incontra con Vespa velutina), con nidificazioni segnalate fino a a Genova e a Milano. Si è spinta anche in Spagna, dove si è aggiunta a altri tre calabroni: Vespa crabro, Vespa velutina e Vespa bicolor. Anche nelle regioni originarie ha molto intensificato la sua attività, diventando una piaga per gli apicoltori e causando perdite anche massicce.

 

Vespa orientalis KPFC 03 Vespa orientalis KPFC 05

Foto da wikimedia commons, autore KPFC, licenza creative commons 3.0

 

L'avvistamento ticinese è avvenuto a Muzzano. È stata vista in due occasioni: la prima volta è stata filmata senza sapere di cosa si trattasse: v. filmato. Questa specie ha un movimento piuttosto nervoso, e il filmato non è facile da interpretare se non la si conosce. Tuttavia, l'ipotesi è stata corroborata al secondo avvistamento, quando l'apicoltrice , maura.miele, ha potuto controllare direttamente se si trattasse di V. orientalis.

 L'esemplare di V. orientalis filmato a Muzzanoda maura.miele. V. versione originale del filmato, più grande. 

 

Una foto scattata il giorno successivo permette di chiarire senza dubbio che si tratta di orientalis. È evidente un suo tratto distintivo, la mandibola rossa, a differenza delle mandibole gialle di  V. crabro e V. velutina (v. un utile confronto tra le tre specie a cura dell'Istituto Zoorofilattico Sperimentale delle Venezie):

 

 20260623 063227  orientalis frontale maura.miele ingrandita

V. orientalis in predazione su un nido di una vespa vasaia. Foto di maura.miele

 

Abbiamo fatto un tentativo di catturare la vespa nei giorni successivi, ma non si è più fatta vedere (Maura tiene comunque a portata di mano il retino qualora si ripresentasse!). Quidi non sappiamo per certo se fosse una regina o un'operaia. Un collega e amico della Campania, apicoltore, biologo e ottimo conoscitore della orientalis, però, ci ha detto che è una specie che emerge piuttosto tardi dall'invernamento in quanto ha bisogno di parecchio caldo. E le sue prime operaie sono molto piccole. Questo suggesisce che si tratti di una regina che sta cercando di fondare un nido. È preoccupante?

 Da una parte, Vespa orientalis è un predatore generalista, ma quando la concentrazione di colonie cresce si accanisce in particolare contro le api. Il problema è dunque non tanto il primo nido, che probabilmente non farà molti più danni di quanto possano fare i calabroni nostrani, quanto piuttosto la presenza di diversi nidi. Qui sta, per il nostro territorio, la differenza fondamentale con Vespa velutina: mentre in buona parte degli areali a media e bassa quota Vespa velutina troverà un ambiente ideale nella Svizzera Italiana, V. orientalis è una specie che ha bisogno molto caldo. V. orientalis ha letteralmente bisogno del sole per volare: è dotata di un pigmento, nelle strisce gialle in fondo all'addome, che trasforma la luce solare in energia disponibile per alimentare il volo e le altre attività della vespa[1]. Nella sua avanzata verso il centro e il settentrione d'Italia non è sparsa sull'intero territorio ma è concentrata in paricolare nelle città, dove approfitta di qualche grado di temperatura aggiuntiva offerto dall'ambiente urbano. I nostri inverni sono decisamente troppo freddi per lei[2], è dunque molto difficile che riesca a costituire una popolazione stabile. 

Manterremo comunque alta l'attenzione su questa specie, anche se sappiamo già che la gestione non è semplice. Per iniziare, nidifica preferibilmente in cavità (come i calabroni europei), in particolare in buche nel terreno e anfratti in costruzioni umane. Questo rende il tracciamento con radiotelemetria più difficile, perché il segnale viene fortemente attenuato o addirittura totalmente nascosto. Anche l'impiego di trappole zuccherine non funziona: test effettuati in Campania mostrano che le catture sono molto scarse se non quasi nulle. Funzionano ivece meglio le esche proteiche (pesce, in particolare), ma la gestione estiva è ovviamente resa complicata dal caldo. Per queste ragioni, al meridione si rinuncia al tracciamento per concentrarsi sul monitoraggio —in particolare negli apiari e nei dintroni dei cassonetti dei rifiuti non interrati— e sulla protezione degli apiari tramite arpe elettriche.

 

Note

[1] Il pigmento che funge da vero e proprio pannello fotovoltaico biologico è la xantoterina. Questa caratteristica fa in modo che la orientalis voli soprattutto nelle ore più calde della giornata, a differenza di V. velutina che preferisce le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio per predare gli apiari.

[2] il medesimo giudizio era stato espresso dagli esperti del museo francese di storia naturale all'arrivo di V. velutina, e abbiamo visto com'è andata a finire … Qui partiamo però con qualche conoscenza in più sulla biologia della specie.

Qualche risorsa su Vespa orientalis:

Slides di Sara Ruschioni su Vespa orientalis: Morfologia, bilogia, abitudini epossibili punti deboli

Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), Vespa orientalis, da predatore a potenziale vettore di patogeni (23 luglio 2024)

Scheda su Vespa orientalis dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe).

Versione originale del filmato:

 

Accedi per commentare