Cerchi un alieno e ne trovi un altro …

 

La sorveglianza del territorio per la prevenzione di Vespa velutina ha prodotto un interessante effetto collaterale: l'avvistamento di altri vespidi con i quali effettivamente la velutina può essere confusa (grosse dimensioni, corpo nero con del giallo sull'addome), tra cui anche un neobiota precedentemente avvistato solo due volte in Svizzera: la vespa mammuth, Megascolia maculata.

infofauna

Le uniche due presenze di Megascolia maculata registrate in Svizzera al 3 giugno 2026, a Lugano e nella bassa valle del Rodano

Il primo avvistamento, avvenuto il 30 maggio 2026 lungo il sentiero di Gandria, rigardava dei maschi che pattugliavano il territorio in attesa dell'emergenza delle femmine. Dal filmato non si vede gran che, salvo il tipico volo teso e veloce (che esclude immediatamente Vespa velutina dalla lista dei sospetti):

Maschi di Megascolia maculata che pattugliano il territorio in attesa della nascita delle femmine

 

L'autore del filmato, Luca, l'ha comunque riconosciuta, e più tardi ha catturato un esemplare che elimina ogni dubbio:

maschio 1   maschio 2

Maschio di Megascolia maculata, catturato da Luca sul sentiero di Gandria il 1 giugno 2026

 

Il secondo avvistamento è avvenuto il 31 maggio 2026 a Gentilino, ed è stato segnalato sul sito di segnalazione di Vespa velutina approntato dagli apicoltori. Inizialmente mancava di fotografia, ma la descrizione a voce fatta dalla segnalante, la signora Diana Primavesi, descriveva esattamente lo stesso tipo di volo rappresentato nel filmato di Luca. Il giorno successivo la signora ha potuto filmare la vespa: si tratta questa volta di un esempare femmina, riconoscibile dalla testa gialla in contrapposizione alla testa nera del maschio.

Femmina di Megascolia maculata, Gentilino, filmata da Diana Primavesi

 

 Chi è la vespa mammuth

 Megascolia maculata è la vespa più grande d'Europa. È solitaria, non sociale. La femmina può raggiungere 5 cm di lunghezza, mentre il maschio è notevolmente più piccolo. È originaria del bacino meridionale, ma il riscaldamento climatico le permette ormai di vivere anche più a nord. Nella regione di Lugano sembrerebbe aver trovato un ambiente adeguato.

È un parassitoide degli scarabeidi, e in particolare dello scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis), diffuso nel sottoceneri, ma non disdegna neppure il cervo volante (Lucanus cervus) e altri scarabei : la vespa cerca  sotto terra o nel legno morto le larve di scarabei, la paralizza con una puntura, e vi depone il proprio uovo. La larva della vespa consuma la larva del coleottero dapprima dall'esterno, poi la divora anche dall'interno. Alla fine del pasto, a larva della vespa tesse il suo bozzolo, nel quale si inverna mentre completa la sua metamorfosi. L'adulto emerge in primavera: dapprima i maschi, che pattugliano —volando a 50- 150 cm di quota— il territorio dove nasceranno le femmine circa una settimana dopo. L'accoppiamento avviene all'emergenza, dopo di che le femmine cercano nuove larve di scarabeo per ripetere il ciclo. 

Gli adulti sono visibili da fine maggio a luglio; si nutrono del nettare di fiori, con preferenza per quelli di colore blu-violaceo, in particolare cardi (nel loro areale di origine amano il carciofo selvatico).

Da non confondere con

Scolia hirta è il parente nostrano di Megascolia maculata. Simile nell'aspetto e anche nel ciclo vitale, con una preferenza però per le larve di maggiolini, e in particolare di Cetonia aurata. Anche Scolia hirta ha una preferenza per i cardi violacei. È nettamente più piccola della Megascolia, e a parte le ben visibili strisce gialle (che nella Megascolia a volte sono più due macchie contigue, da cui il nome) è completamente nera

hirta1jpeg OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Scolia hirta (Capriasca, foto di D. Besomi)

 

Link utili

 

 

Accedi per commentare

In evidenza

slides della giornata formativa

Apicoltori e vespa velutina

30 maggio 2026

 

...

Leggi tutto

conoscere le api selvatiche

Mergoscia, 14 giugno 2026 

...

Leggi tutto